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Sentirsi bloccati nella vita: resistenza o protezione? Il linguaggio del corpo

  • gerardinamaglione
  • 23 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
profilo di donna con fiori e foglie e una sagoma di casa all'interno del volto

Ci sono momenti in cui senti che la tua vita dovrebbe cambiare. Eppure non accade.

Vorresti decidere, lasciare, iniziare qualcosa di nuovo. Ma qualcosa ti trattiene.

Spesso chiamiamo questo stato blocco. La sensazione di sentirsi bloccati nella vita.

E quasi sempre lo interpretiamo come un problema da superare.


Quando capita di sentirsi bloccati nella vita

Ci sono momenti in cui ci definiamo “bloccati”. Vorremmo decidere, cambiare, lasciare, iniziare. E non lo facciamo.

Molte persone descrivono questa sensazione come se qualcosa dentro di loro tirasse il freno.

Quando accade, emergono spesso alcune esperienze comuni:

  • difficoltà a prendere decisioni

  • sensazione di stanchezza o mancanza di energia

  • pensieri che si ripetono senza portare chiarezza

  • tensione nel corpo o respiro corto

In questi momenti la mente tende a formulare una spiegazione semplice:“Mi manca il coraggio.”


Il corpo quando qualcosa è troppo

Per molto tempo ho interpretato quei momenti nello stesso modo.

Pensavo che fosse una questione di forza di volontà. Mi dicevo che avrei dovuto essere più determinata, più pronta a cambiare.

Poi ho iniziato a osservare cosa accadeva nel corpo.

Tensione nelle spalle. Respiro corto. Una stanchezza profonda che non aveva nulla a che vedere con la pigrizia.

E ho iniziato a comprendere qualcosa di diverso.

Quella che chiamavo resistenza poteva essere, in realtà, una forma di protezione.


Resistenza o protezione?

Il corpo non lavora contro di noi. Lavora per mantenerci integri.

Quando un cambiamento appare troppo rapido, troppo esposto o troppo rischioso, il sistema interno può rallentare.

Non per impedirci di vivere, ma per proteggerci da qualcosa che, in quel momento, potremmo non essere pronti ad attraversare.

Per questo non ogni blocco è un ostacolo da superare.

Alcuni blocchi chiedono prima di tutto di essere compresi.


Il linguaggio del corpo

Nel lavoro sul corpo questo diventa spesso evidente.

Quando qualcosa non è pronto a muoversi, il corpo lo mostra.

Attraverso segnali come:

  • rigidità

  • trattenimento del respiro

  • immobilità

  • senso di pesantezza


Alexander Lowen scriveva:

“La vitalità di una persona si manifesta nella sua capacità di sentire.”

Sentire significa anche riconoscere quando qualcosa è troppo.

E quando il corpo sta cercando di mantenere un equilibrio.


Ascoltare prima di spingere

Viviamo in una cultura che incoraggia spesso a superare i blocchi, a reagire, a forzare il cambiamento.

Ma non sempre la strada passa da lì.

A volte il passo più importante è fermarsi e ascoltare.

Non per restare fermi per sempre.

Ma per capire che cosa sta chiedendo attenzione dentro di noi.


Una domanda possibile

Se in questo momento senti di essere bloccato, potresti provare a chiederti:

Cosa sta cercando di proteggere il mio corpo?

A volte la risposta non arriva subito.

E va bene così.


Quando l’ascolto è difficile da fare da soli

Alcune esperienze sono difficili da attraversare senza uno spazio di ascolto.

Non perché manchi la forza, ma perché la protezione è diventata così automatica da non riuscire più a distinguere cosa sta accadendo dentro di noi.

In questi casi può essere utile incontrare un luogo in cui il giudizio si sospende e l’ascolto diventa possibile.

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Gerardina Maglione

Counselor somatorelazionale
Insegnante di esercizi bioenergetici antistress


Professionista ai sensi della L. 4/2013
iscritta ad AssoCounseling al n. A3331-2024, livello Professional Counselor

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