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Spaesamento e cambiamento: quando perdiamo le certezze

  • gerardinamaglione
  • 5 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Una donna di spalle sulla riva di fronte al mare con una valigia accanto a sè

Quando ciò che eri non ti rappresenta più

Ci sono momenti della vita in cui ciò che eri non ti rappresenta più, ma ciò che sarai non è ancora visibile .È una fase sospesa, difficile da nominare, in cui le vecchie definizioni iniziano a perdere significato mentre il nuovo non ha ancora trovato forma.

Questo passaggio genera spesso smarrimento, perché siamo abituati a riconoscerci nelle certezze. Quando queste cadono, possiamo sentirci disorientati, come se mancasse una mappa interiore.


Lo spaesamento non è un errore

Lo spaesamento non è un errore di percorso. È un attraversamento.

Nella cultura della performance siamo portati a interpretare l’incertezza come un fallimento o una perdita di controllo. In realtà, molte trasformazioni personali iniziano proprio da qui: da una fase in cui ciò che era stabile smette di esserlo.

Lo spaesamento segnala che qualcosa dentro di noi sta cambiando profondamente.


Il corpo riconosce il cambiamento prima della mente

Spesso il cambiamento si manifesta prima nel corpo che nei pensieri.

Tensione alle spalle, stanchezza insolita, difficoltà a dormire, respiro corto o una sensazione diffusa di inquietudine possono essere segnali corporei della resistenza al cambiamento. Il corpo registra la perdita di equilibrio prima che la mente riesca a darle un significato.

Non sono necessariamente sintomi da eliminare, ma messaggi da ascoltare: indicano che stiamo attraversando una soglia evolutiva.


L’ansia come parte della libertà

Nel mio percorso personale ho conosciuto il vuoto che si apre quando le certezze cadono. Fa paura ma è anche uno spazio fertile.


Lo psicologo Rollo May scriveva:

“La libertà comporta la capacità di sostenere l’ansia”.


Ogni scelta autentica implica infatti l’abbandono di qualcosa di conosciuto.

L’ansia, in queste fasi, non è sempre un ostacolo: può essere il segnale della nascita di nuove possibilità interiori.


Sostare invece di forzare una direzione

Non sempre serve trovare subito una risposta o una direzione chiara.

A volte il passo più trasformativo è concedersi di sostare. Restare nello spazio intermedio senza affrettare soluzioni permette alle nuove parti di sé di emergere con maggiore autenticità.

La trasformazione ha tempi che non possono essere accelerati senza perdere profondità.


Non attraversare da soli

Durante le fasi di cambiamento, la presenza di qualcuno accanto può fare la differenza.

Essere accompagnati significa avere uno spazio sicuro in cui dare parole a ciò che ancora non è chiaro, ascoltare i segnali interiori e riconoscere che lo spaesamento non è solitudine, ma passaggio.

A volte non serve sapere subito dove andare, serve solo poter attraversare con consapevolezza.

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Gerardina Maglione

Counselor somatorelazionale
Insegnante di esercizi bioenergetici antistress


Professionista ai sensi della L. 4/2013
iscritta ad AssoCounseling al n. A3331-2024, livello Professional Counselor

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